Misura: 12 x 19 cm
Stampato su carta formato: 28 x 38 cm
Tiratura limitata a n. 50 copie
anno: 2002
Non c'è città più di Eusapia propensa a godere la vita e a sfuggire gli affanni. E perché il salto dalla vita alla morte sia meno brusco, gli abitanti hanno costruito una copia identica della loro città sottoterra.
I cadaveri, seccati in modo che ne resti lo scheletro rivestito dipelle gialla, vengono
portati là sotto a continuare le occupazioni di prima.
Di queste, sono i momenti spensierati ad avere la preferenza: i più di loro vengono seduti
attorno a tavole imbandite,
o atteggiati in posizione di danza o nel gesto di suonare trombette.
Ma pure tutti i commerci e i mestieri dell' Eusapia dei vivi sono all'opera sottoterra,
o almeno quelli cui i vivi hanno adempiuto con più soddisfazione che
fastidio: l'orologiaio, in mezzo a tuttigli orologi fermi della sua bottega,
accosta un'orecchia incartapecorita a una pendolascordata; un barbiere insapona con il pennello secco
l'osso degli zigomi d'un attore mentre questi ripassa la parte scrutando
il copione con le occhiaie vuote; una ragazza dal teschio ridente munge una carcassa di giovenca.
Certo molti sono i vivi che domandano per dopo morti un destino diverso da quello che già toccò loro:
la necropoli è affollata di cacciatori di leoni, mezzesoprano, banchieri, violinisti,
duchesse, mantenute, generali, più di quanti mai ne contò città vivente.
L'incombenza di accompagnare giù i morti e sistemarli al posto voluto è
affidata a una confraternita di incappucciati. Nessun altro ha accesso
all'Eusapia dei morti e tutto quelloche si sa di laggiù si sa da loro.
Dicono che la stessa confraternita esiste tra i morti e che non manca di
dar loro una mano;
gli incappucciati dopo morti continueranno nello stesso ufficio anche nell'altra Eusapia;
lasciano credere che alcuni di loro siano già morti e continuino a andare su e giù. Certo,
l'autorità di questa congregazione sull'Eusapia dei vivi è molto estesa.
Dicono che ogni volta che scendono trovano qualcosa di cambiato nell'Eusapia di sotto; i
morti apportano innovazione alla loro città; non molte, ma certo frutto di riflessione
ponderata, non di capricci passeggeri. Da un anno all'altro, dicono, l'Eusapia dei morti
non si riconosce. E i vivi, per non essere da meno, tutto quello che gli incappucciati
raccontano delle novità dei morti, vogliono farlo anche loro. Così l'Eusapia dei vivi ha
preso a copiare la sua copia sotterranea.
Dicono che questo non è solo adesso che accade: in realtà sarebbero stati i morti a
costruire l'Eusapia di sopra a somiglianza della loro città. Dicono che nelle due città
gemelle non ci sia più modo di sapere quali sono i vivi e quali i morti.
da: Le Città Invisibili di Italo Calvino